Socializzazione vs Vaccini

È da tempo che istruttori cinofili e i veterinari comportamentalisti “predicano” l’importanza di socializzare i cuccioli; ma la vecchia scuola è dura a morire e spesso i veterinari generici consigliano alle persone di tenere il cucciolo in casa sino al termine del ciclo vaccinale (4 mesi di età). Questo crea un problema di non facile risoluzione, perché porre rimedio ad una mancata o carente socializzazione non è nè un lavoro semplice nè alla portata di tutti, oltre al fatto che con alcuni soggetti il risultato ottenuto sarà inadeguato.

Socializzare un cucciolo non significa fargli conoscere quattro persone (i membri della famiglia) e magari un altro cane (già in famiglia, o del vicino). Socializzare significa presentare al cucciolo tutti quegli elementi con cui dovrà relazionarsi da adulto. Altri cani, il traffico, gli estranei, l’aspirapolvere, la macchina… sono tutti stimoli che dovranno diventare per lui famigliari in modo che non lo spaventino da adulto.

Per abituare un cucciolo al nostro ambiente dobbiamo impegnarci al massimo nelle sue prime settimane di vita e senza farlo spaventare dovremmo proprorgli quanti più stimoli possibili.

Questo concetto è ormai consolidato,  tutti concordano riguardo all’importanza della socializzazione, il problema rigarda ancora le tempistiche. Gli studi più recenti limitano il periodo utile per la socializzazione del cucciolo entro la 16° settimana di vita, anche se è più prudente porre il limite alla 12° settimana di età.

Quindi il “dictat” dei veterinari di tenere i cucciolli chiusi in casa sino al completamento del ciclo vaccinale (16° settimane di età) va in diretto conflitto con l’esigenza della famiglia di crescere un cane equilibrato oltre che sano.

La mia posizione è quella di sfruttare al meglio il periodo della socializzazione per cercare di crescere cani solidi ed equilibrati, pronti ad adattarsi con facilità ai cambiamenti che spesso i nostri ritmi frenetici ci impongono.  I cani condividono, da migliaia di anni, la vita con noi e il nostro ambiente famgliare ma i ritmi di oggi sarebbero stati impensabili anche solo quarant’anni fa. Non possiamo quindi aspettarci che il solo “stare insieme” oggi sia sufficiente! Non sono cambiati i cani, siamo cambiati noi! 

La cinofilia basata sulle “opinioni” ha però fatto il suo tempo e oggi è bene avvalersi di metodi scientifici per poter consigliare le persone nel modo migliore.

Un articolo pubblicato il 16 gennaio 2013 sul “Journal of the American Animal Hospital Association” conferma, con dati scientifici, che non vi sono evidenze di aumento del rischio di contrarre il parvo virus  tra i cuccioli che, vaccinati dai veterinari, hanno frequentato un corso di socializzazione (quindi cani con meno di 16° settimane di età), rispetto a coetanei che non hanno frequentato corsi. Il campione dello studio è importante perchè è ha interessato 21 cliniche veterinarie di quattro diverse città degli Stati Uniti e ha coinvolto 279 cuccioli lavorati da 24 differenti istruttori cinofili. Lo studio ha dimostrato che non c’è evidenza di un rischio più alto di contrarre il parvo virus per i cuccioli che hanno frequentato classi di socializzazione rispetto agli altri e questa è una grande notizia! Perchè finalmente ci sarà un dato scientifico a supporto del benessere sia fisico del cane che mentale ed emotivo.

Detto questo il buon senso deve sempre accompagnarci, quindi quando uscite con il vostro cucciolo, fate attenzione non solo a che non si spaventi e che l’uscita sia piacevole, ma che gli ambienti frequentati siano comunque a basso rischio.

Al campo, oltre a richiedere che tutti i cani che accedono abbiano un libretto di vaccinazioni in regola, si fa in modo che l’area resti sempre pulita, d’estate la zona della piscina viene usata solo per  quello scopo e le lezioni urbane vengono fatte in modo che i cuccioli siano a contatto con ambienti che non rappresentano rischi nemmeno per i bambini.

Procuratevi: giochini, bocconcini, una comoda pettorina (il collare sui cuccioli non è praticamente mai una buona idea) e tutti fuori in passeggiata!

Cercate un campo con un istruttore preparato, portate il vostro cucciolo in città, nei centri commerciali e non dimenticatevi gli ascensori, le gite in macchina (non solo per andare dal veterinario!), le passeggiate in riva al mare…. Evitate le aree cani sia perchè spesso non sono pulite sia perchè non tutti i cani presenti sono adatti alla socializzazione corretta di un cucciolo! E tutte quelle zone in cui potrebbero esserci rischi (vicino agli scarichi, discariche a cielo aperto, cassonetti di vario tipo e fattorie).

Conosciamo il mondo

Quando si parla di socializzazione tutti immaginano gruppi di cani che giocano insieme. In parte è giustissimo! Soprattutto per i cuccioli è di fondamentale importanza poter interagire con altri cani, perchè solo un cane può insegnare le regole canine ad un altro cane. Ma questo non è “tutto” quello che una corretta socializzazione dovrebbe prevedere.

Foto Silvia Canide
Foto di Silvia Canide

Fino alla 12°settimana di età (per alcune razze è comprovato si possa prolungare il periodo sino alla 16°, per altre si ritiene il periodo sia più breve) i nostri cuccioli hanno una sorta di finestra aperta sul mondo che permette loro di acquisire strumenti che li aiuteranno in ogni situazione da adulti. Facendo un paragone umano è un po’ come per bambini cresciuti in famiglie multi etniche e quindi bambini, naturalmente, bilingui e bambini che imparano la seconda lingua a scuola. Tutto è possibile, ma lo sforzo di imparare una lingua straniera a scuola è ben diverso dal crescere in un ambiente in cui quotidianamente si è a contatto con più idiomi. Ecco, socializzare un cucciolo nelle prime fasi della propria vita, cercando di offrirgli più stimoli esterni è un po’ come crescere in una famiglia multilingue. E’ più facile!

La socializzazione dovrebbe iniziare già  dall’allevatore, perchè 12 settimane volano e partire con un cucciolo timoroso verso tutto imporrà al proprietario di dover colmare lacune che sarebbero state facilmente evitabili. Rumori casalinghi, muoversi in diversi tipi di ambienti (giardino, casa…), conoscere un gran numero di odori e rumori dovrebbero essere basi acquisite per cuccioli di 60 giorni.

Dovrebbe essere nostra cura cercare di impostare al meglio la nostra relazione con il cucciolo sin dai primissimi momenti in casa con noi. Le passeggiate quotidiane dovrebbero essere fatte nei posti più diversi per permettere al cucciolo di conoscere quante più situazioni possibili. Se lo vedessimo in difficoltà dovremo usare tanta pazienza, un pizzico di incoraggiamento e cercate di non chiedere “l’impossibile”. A volte sottovalutiamo il punto di vista dei nostri beniamini.  Per un cucciolo alle prime uscite, tutto è nuovo e sconosciuto e non tutti si lanciano baldanzosi verso l’ignoto. Qui di seguito posto tre piccole clip (in ordine di uscita) registrate con un cucciolo di bloodhound alle prese con le primepasseggiate. Vista la sua titubanza, in caso di “dubbio” si sedeva e non avanzava più; è stato portato fuori con un altro cane presente nella stessa famiglia, in questo modo è stato possibile portarlo: al lago, in stazione ferroviaria, al mercato, in passeggiata accanto a strade trafficate, sui prati, in un grande piazzale aperto e asfaltato, sulle scale, sulla ghiaia, tanti bei giri in macchina (senza finire necessariamente dal veterinario!).

Ma cosa si deve fare in queste passeggiate?

Si deve cercare di far prendere confidenza al cucciolo, se ne avesse troppa, si deve cercare di calmarlo per far sì che esplori l’ambiente e capisca che non ci sono o pericoli mostruosi in aguato dietro ad ogni angolo o per contro, non tutto è gioco e non sempre è consentito correre in ogni direzione.

Consiglio vivamente la pettorina, deve essere comoda e non intralciare il cucciolo nel movimento; usata con un guinzaglio lungo, ma non di tipo flexy.  La lunghina che vedete nel video va più che bene. Il guinzaglio lungo permette ai cani timidi di prendere i propri spazi e di muoversi con il proprio ritmo e ai cani super vivaci di avere abbastanza spazio per esplorare senza imparare a tenere teso il guinzaglio in passeggiata. I cuccioli imparano, che noi lo si voglia o no; quindi se per i primi tre mesi di vita imparano che tirando come dei selvaggi si ottiene di andare più velocemente verso la meta desiderata, sappiate che state egregiamente addestrando il vostro cucciolo a tirare al guinzaglio.

L’occorrente? Qualche bocconcino, un giochino; ovviamente gli immancabili sacchettini igenici e magari una bottiglietta di acqua. Per l’uscita fatta al centro acquisti mi ero premunita con della carta assorbente… perchè si sà a questa età gli incidenti capitano; anche se un bel giro prima di entrare nella struttura ha allontanato il rischio di pipì moleste.

Prima passeggiata in solitaria, forte rumore per strada ed ecco la reazione del cucciolo. Non lo consolo, come fosse un “bambino”, ma cerco, con la mia calma di invitarlo a riprendere il cammino. Le prime uscite ci si fermava spessissimo.  Piano, piano, anche grazie all’altro cane di casa, il cucciolo ha preso confidenza e qui sotto lo vediamo aggirarsi in un Centro acquisti tutto solo.

 

Salire una scala di metallo, entrare in ascensore, sentire i rumori e gli odori di un parcheggio coperto non sono piccole prove. Alcuni cani si comporteranno come non avessero fatto altro in vita loro, altri faranno fatica ad adattarsi subito. Tanta pazienza e piccoli passi.

 

 

Per le riprese si ringrazia l’ospitalità del Centro Acquisti Bofalora di Cuvio (Va), che consente ai proprietari di cani di poter passeggiare nella galleria commerciale. Ovviamente un grazie anche alla star indiscussa dei video, Filiberto.

Ma è piccolo…..!

Come ho già avuto modo di dire, molte persone scelgono i cani affidandosi a parametri estetici e a consigli di persone più o meno esperte. Non sempre, anzi oserei dire quasi mai, questa si rivela una scelta oculata. Le dimensioni di un cane non ci danno alcuna indicazione riguardo alle sue attitudini o al suo temperamento; cose che sarebbe bene conoscere prima dell’adozione, per capire se il nostro standard di vita può essere idoneo alle esigenze di un cane.

Jack è un cucciolino particolarmente “impegnativo”; pare che nessuno sia capace di trovare il “tasto di spegnimento”. È un concentrato di energie e non sempre le usa in modo propositivo. Questo è un filmato fatto ieri durante l’ennesimo macht in cui il cane di grossa taglia, in questo caso la mia Mayo, cerca di fermare o comunque rallentare gli assalti del piccolino; con scarsi risultati come si può vedere.

Cosa fare in questi casi? Tanta, tanta dedizione, lavorare intensamente sul rapporto col proprio cane, socializzarlo e sperare che prima o poi tutte queste buone lezioni portino a buoni frutti.