L’Emilia Romagna vieta i cani alla catena!

MARZO 2013

IN CONSIGLIO REGIONALE 38 VOTI A FAVORE SU 38 PRESENTI

VIETATO TENERE I CANI ALLA CATENA

LA REGIONE EMILIA ROMAGNA ACCOGLIE LE ISTANZE ANIMALISTE

E’ stato approvato all’unanimità dall’Assemblea legislativa il progetto di legge di modifica alla l.r. 5/2005 sul benessere animale. Nota come la legge che vieterà, salvo alcuni casi circoscritti, l’utilizzo della catena come strumento permanente di contenimento degli animali, questa norma è anche molto di più, come hanno segnalato alcuni dei consiglieri intervenuti e l’assessore alla salute, Carlo Lusenti, perchè prevede, per la prima volta in Italia, di costruire le condizioni per l’accessibilità degli animali da affezione in strutture di cura per visitare il paziente con cui essi hanno vincoli di affetto e detta disposizioni per “promuovere la conoscenza, lo studio e l’utilizzo di nuovi trattamenti di supporto e integrazione delle cure clinico-terapeutiche” con impiego di animali (pet therapy), effettuati “in affiancamento alle terapie di medicina tradizionale”.

Il progetto di legge, composto da nove articoli (di cui uno, l’ottavo, di modifica alla l. r. 8/1994 sulla caccia, soppresso da un emendamento presentato in aula dal relatore, Andrea Defranceschi), era stato sottoscritto, nella sua veste originaria, da Marco Monari (Pd), Gabriella Meo (Sel-Verdi), Mauro Manfredini (Lega nord), Andrea Defranceschi (Mov5s), Gianguido Bazzoni (Pdl) e Liana Barbati (Idv).

Durante i lavori di commissione, questo provvedimento, assunto come testo base rispetto a altri due progetti di legge di analoga tematica, presentati rispettivamente da Stefano Cavalli (Lega nord) e Gianguido Bazzoni (Pdl), è stato oggetto di un serrato dibattito che ha visto la presentazione e l’accoglimento di diversi emendamenti, che hanno portato al testo approdato oggi in Aula.

Sei gli emendamenti presentati in aula, cinque quelli approvati: oltre ai tre sottoscritti dal relatore, sono passati quello a firma Barbati (Idv), per cui una quota pari almeno al 50% dei proventi delle sanzioni amministrative è destinata alla diffusione e alla realizzazione dei principi contenuti nella legge, e quello di Marco Barbieri (Pd), che riguarda la norma finanziaria. Respinto un emendamento di Bazzoni (Pdl).

DEFRANCESCHI: UNA RIVOLUZIONE NEL RAPPORTO UOMO-ANIMALE

Andrea Defranceschi (Mov5s), relatore del progetto di legge, ha sottolineato che “certamente” il punto che ha destato più richiamo è quello dell’eliminazione della catena come metodo di contenzione e governo dei cani: un concetto – ha detto – innovativo e unico in Italia, che ci si augura possa essere esportato in altre Regioni e a livello di governo nazionale. Per Defranceschi, si tratta di una “rivoluzione nel rapporto uomo-animale in linea con l’evoluzione culturale”. Al principio dell’eliminazione della catena, ha aggiunto, sono concesse poche e certificate deroghe per intercettare “ovvie esigenze di adeguamento da parte dei proprietari”, con implicazioni anche di carattere edilizio e strutturali non derogabili. Nel provvedimento – ha aggiunto Defranceschi – si introduce anche il concetto di animale da affezione, che va a sostituire quello di animale da compagnia, chiarendo che con questo termine si intendono anche tutti i cani, compresi quelli da caccia e da tartufo. Il testo fornisce poi “importanti linee guida” e “precise indicazioni”, con l’introduzione, per esempio, del “concetto di qualità di cibo e acqua e non solo di quantità”, per la redazione di un nuovo regolamento da parte della Giunta regionale, con precise indicazioni per i privati che possiedono animali da affezione.

Con la nuova legge – ha segnalato quindi il relatore – si darà “nuovo impulso alla pet-therapy o zoo terapia” e si potranno aprire le strutture sanitarie pubbliche e private, attraverso un apposito disciplinare, agli animali da affezione.

Defranceschi ha riconosciuto, infine, il “lavoro comune” di maggioranza e opposizione che ha portato alla redazione finale del testo, con i “preziosi contributi”, giunti fino all’ultimo momento, delle associazioni ambientaliste e animaliste.

IL DIBATTITO: SI’ A RISPETTO DAL PUNTO DI VISTA ETOLOGICO DEGLI ANIMALI

Alla relazione di Defranceschi è seguito un dibattito articolato: praticamente in tutti gli interventi è stato registrato il “lavoro proficuo in commissione”, che ha visto tutti i commissari, di maggioranza e opposizione, collaborare alla formazione di un testo che rispondesse agli obiettivi di migliorare e qualificare la l.r.5/2005, ed è stato sottolineato che il provvedimento rappresenta un passo in avanti di civiltà, consentendo alla Regione Emilia-Romagna di essere un punto di riferimento nazionale su queste tematiche.

Ricordati più volte anche “l’apporto positivo e il dialogo continuo” intercorso con le associazioni ambientaliste e non-speciste, che, prima dei lavori d’Aula, avevano indirizzato una lettera aperta ai consiglieri denunciando che il testo del provvedimento, in commissione, sarebbe stato, a loro avviso, “completamente cambiato e snaturato”, rispetto a quello presentato in prima istanza, durante un’apposita udienza conoscitiva.

Alcuni dei loro suggerimenti sono poi stati accolti attraverso la presentazione in Aula degli emendamenti sopra citati.

Se per Mauro Manfredini (Lega nord), l’impegnativo iter di questa legge, seppur breve, è stato premiato da un risultato che è un passo avanti sotto il profilo della civiltà e della tutela degli animali, Mauro Malaguti (Pdl) ha detto che “non saranno tutte rose e fiori” nell’applicazione di questa legge innovativa, tuttavia è importante che si ponga il principio fondamentale che gli animali non sono oggetti di proprietà e che i cani non possono più essere segregati alla catena. Gabriella Meo (Sel-Verdi) ha riconosciuto che lo spirito di collaborazione che sottende il provvedimento non viene a caso, ma rappresenta la fotografia di una realtà che vede gli animali aver assunto un “fortissimo ruolo sociale nella nostra vita” e che, di conseguenza, prevede per il legislatore il dovere di tutelare e di normare la loro esistenza e il loro benessere. Condivide l’obiettivo di “alzare l’asticella nel rapporto fra uomo e animale” anche Marco Barbieri (Pd), anche se ha detto di mantenere qualche perplessità sul principio del ‘no’ alla catena, che, in qualche caso, avrebbe, a suo dire, qualche controindicazione. Anche per Giuseppe Paruolo (Pd) è importante l’approvazione di una legge con cui si migliora la cultura del rapporto fra uomo e animale, dando risposte concrete a un tema che non è di nicchia, che non riguarda poche persone, ma è sentito da gran parte della comunità. Monica Donini (FdS) ha parlato di un salto di qualità sul tema del benessere animale e di una legge innovativa da molti punti di vista, sia da quello che prevede il principio del no alla catena, sia dall’apertura a nuovi approcci di cura anche per migliorare la condizione di vita delle persone. Adesione “convinta” alla legge sia da Antonio Mumolo (Pd), che condivide il merito, ma anche il metodo usato, che si è basato sull’ascolto, da cui è scaturito un testo condiviso con chi si occupa quotidianamente della condizione degli animali, sia da Roberto Piva (Pd), che ha ricordato come sia un atto di civiltà garantire il benessere degli animali e come si debba far passare nelle persone il concetto che quando si accoglie un animale ci si assume una responsabilità. Sul tema del benessere animale, che è un tema “a cui teniamo tutti” al di là delle appartenenze politiche, è intervenuta, infine, anche Liana Barbati (Idv), che ha illustrato il proprio emendamento, volto, appunto, a dare maggiore supporto alle finalità della legge.

ASSESSORE LUSENTI: UNA LEGGE CHE PUNTA AL BENESSERE ANIMALE, MA ANCHE AL BENESSERE DELLE PERSONE

Un plauso sia per il merito del testo che per il percorso di lavoro basato sulla piena collaborazione. Ha aperto così il proprio intervento l’assessore alla Salute, Carlo Lusenti, che ha parlato di un provvedimento che riguarda non solo il benessere animale, ma anche quello delle persone, inteso come condizione di completo benessere fisico, psichico e sociale. Lusenti ha fatto particolare riferimento alla possibilità che verrà data ai ricoverati, soprattutto per lunghe degenze, di ricevere la visita dell’animale con cui hanno un profondo rapporto di affetto: un provvedimento che, previsto in modo sistemico, oggi non ha pari in Italia.

DICHIARAZIONI DI VOTO

Oltre alla conferma del voto favorevole alla legge di Manfredini (Lega nord), è intervenuto, in dichiarazione di voto, Marco Monari (Pd), che ha ricordato come questa legge sia un passo invanti e sia stata voluta, pur in presenza di opinioni diverse come accade ogni volta che si incontrano e si scontrano legittimi interessi. E’ una legge – ha aggiunto – solo apparentemente di nicchia, è molto innovativa e si candida a essere una norma apripista per la legislazione delle altre Regioni.

Altri contributi in dichiarazione di voto sono arrivati da: Fabio Filippi (Pdl), Barbati (Idv), Malaguti (Pdl) e Alberto Vecchi (Pdl), che ha parlato di “sensibilità diverse”, ma con lo stesso obiettivo di tutela e rispetto degli animali e di educare le persone a avere cura dei propri animali, anche se – ha aggiunto – ho ravvisato qualche “eccesso nelle posizioni animaliste e ambientaliste”. (AC)

LINK PER IL DOCUMENTO INTEGRALE:

http://www.assemblea.emr.it/quotidianoer/notizie/uomini-e-animali-benessere-comune

Vietato detenere i cani alla catena in Emilia Romagna

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