Never say “no”

no

Facile a dirsi, difficile a farsi.  Il “no” è uno dei comandi più conosciuti dai nostri amici a quattro zampe. A volte ho la sensazione che ci siano cani convinti che “no” sia il loro stesso nome.

In generale “no” significa: “smetti di fare quello che stai facendo”, che ha senso, ma solo se dopo dico al cane cosa può fare in alternativa! Ahimè l’alternativa non viene praticamente mai proposta e, generalmente, i cani o ritornano a fare quello per cui si erano sentiti dire “no” oppure propongono loro qualcosa di alternativo… spesso indispettendo il proprietario che, esasperato, si convince del fatto che il cane lo stia prendendo in giro.

I cani non fanno dispetti e se fanno qualcosa di inappropriato, non lo fanno “apposta”.

Il problema del “no” è piuttosto comune e non solo tra i proprietari dei cani, ho conosciuto molti istruttori che non riuscivano proprio a farne a meno, come se un secco “no” fosse sufficiente per insegnare qualcosa di utile al cane; interrompe l’azione, almeno sino a che non diventa una cantilena di sottofondo; ma non spiega al cane cosa effettivamente può fare.

Non è possibile, via web, dare indicazioni corrette per ogni situazione, ma questo è un piccolo esempio molto comune:

Come le mutande a merenda

Qualche giorno fa, Barbara,  un utente del gruppo facebook ha fatto una domanda molto interessante. Ha chiesto come mai alcuni cani durante i gruppi indossassero il collare ed altri pettorine e come mai persino le pettorine fossero tutte diverse tra di loro.

Balto pettorina svedese; Jack pettorina ad H, Nala collare

In modo semi serio la mia risposta è stata questa: “…. é un po’ come scegliere le mutande :-D,  non tutti possono permettersi il perizoma e non tutti odiano i mutandoni della nonna :-D. Il punto di aggancio tra il guinzaglio e il cane deve essere il più comodo possibile perchè altrimenti è come andare in giro con le mutande infilate nelle chiappe, continui a sistemarle… ma dopo un po’ te le ritrovi a far merenda   :mrgreen:

Questo in sostanza quello che dovremmo valutare mentre scegliamo come passeggiare con il nostro cane, ahimè quella che dovrebbe essere una scelta dettata dall’osservazione del cane e dal buon senso spesso viene trascurata. Esistono teorie talebane riguardo a questo; gentilisti sfegatati che impongono, non solo il tipo di pettorina, ma anche la marca !! Poco conta se il cane fatica ad abituarsi. O campi da veri “macho man” che se non usi lo strangolo non puoi accedere nemmeno al parcheggio. Non parlerò dei danni fisici causati dai collari a strozzo, ASETRA aveva pubblicato un semplice e chiaro elenco di questi, correlato da bibliografia scientifica delle fonti; perchè di opinioni quando c’è di mezzo il benessere è bene farne a  meno.  Ma quando fate la vostra scelta cercate di trovare il miglior compromesso per vostra gestione e confort e benessere del cane.

Molti scelgono guinzaglio corto e collare a strozzo per il cane che tira e sebbene il cane continui a tirare persistono su questa strada; altri solo flexy e pettorina incuranti del fatto che il loro cucciolo di 60kg potrebbe disarticolargli una spalla con una bella strattonata fatta con 5 metri di leva. Se avete un problama ad uscire in passeggiata con il vostro amico a quattro zampe è probabile che ci siano delle cose su cui lavorare e non sarà nè un collare nè una pettorina a risolverle.

Flo in piscina

Flo, Cao de Agua di 5 mesi si gode la piscina sino all’ultimo. Ormai siamo agli sgoccioli con la stagione, ma sino a che l’acqua avrà una temperatura buona (superiore 20°C) l’impianto verrà mantenuto in funzione.
Flo nuota per acquisire sicurezza e tecnica, molti altri cani sono venuti presso l’associazione per sistemare dei problemi fisici; perdita di peso, recupero dopo un intervento; altri vengono per il puro piacere di farsi un tuffo nella calura estiva.
La piscina permette di approcciare all’acqua in modo sicuro e tranquillo. L’ambiente privo di distrazioni permette al cane e al suo conduttore di acquisire una buona tecnica di nuoto che aiuterà molto per divertirsi in sicurezza anche per il nuoto in acque libere.

Socializzazione cuccioli

Mack e Tobia
Foto S. Canide “Giochiamo a sumo?”

Classi cuccioli, queste scoosciute!
I cuccioli hanno una sorta di “finestra mentale” spalancata sul mondo, sono come spugne che assorbono tutti gli stimoli che gli vengono presentati, è importante sfruttare questa innata capacità di imparare per cercare di impostare da subito delle buone basi. Sia per crescere un cane stabile, sia per fornirgli tutti gli strumenti che gli serviranno per destreggiarsi nella quotidianità. A volte le persone si comportano come se i loro cani debbano imparare ad essere educati solo dagli 8 mesi in su e prima non si pongono il problema di impostare una corretta gestione del cucciolo; perchè…. è un cucciolo! E poi si sa, tutti sanno tutto di cani.

Molti sono tutt’oggi ancorati all’idea che “l’addestramento” sia per i cani adulti e che si possa impostare solo dopo una certa età; in parte è vero, in parte ritengo che per vivere una vita felice e completa i nostri cani non abbiano bisogno di alcun addestramento specifico, semmai di un’ottima socializzazione ed una buona educazione.

Un cane educato non vi salta addosso, non vi trascina per terra se è al guinzaglio, non abbaia a sproposito, non salta sul tavolo della cucina per mangiarsi tutto quello che trova; un cane socializzato sa muoversi nel traffico cittadino, sa stare libero con altri cani e sa come destreggiarsi nelle più comuni situazioni.

Per fare questo aspettereste oltre un anno credendo ancora di essere in tempo per rimediare alle mancanze? Anche senza alcun testo scientifico, riportante le fasi di sviluppo sociale e cognitivo dei cani, il  semplice buon senso ci porta a capire quanto sia importante dare delle buone basi al proprio cucciolo.

Sino a qualche anno fa la remora era quella “sanitaria”; il cucciolo non è protetto dalle vaccinazioni, quindi deve stare in casa sino al completamento del ciclo vaccinale, cioè oltre i 4 mesi. Per lo meno questa era la versione ufficiale consigliata dalla maggioranza dei veterinari; oggi vuoi perchè la socializzazione non viene fatta nelle “stalle” vuoi perchè meglio risverminare un cucciolo che non ritrovarsi con un adulto timoroso è abbastanza comune trovare presso gli studi dei veterinari stessi i volantini per le classi di socializzazione cucciolini e cuccioli.

Le classi da noi sono organizzate una o due volte la settimana. Per i più piccoli (dai 2 ai 4 mesi) ci sono le puppy party, in cui per lo più i cuccioli giocano con altri coetanei; il tutto con la supervisione di qualche cane adulto e dell’istruttore. Per i più grandi dai 4 ai 6 mesi si organizzano le puppy class, dove oltre ad interagire con altri cani si iniziano ad impostare le basi per quello che un domani potrebbe trasformarsi in un addestramento vero e proprio.

I proprietari assistono alla lezione e ricevono informazioni sia sulla gestione che su tutto quello che avviene nel campo; perchè imparare a “leggere” il proprio cane è un’ottima base su cui impostare un futuro lavoro. Un cane emotivamente stabile e ricco di strumenti propri a cui attingere sarà difficilmente messo in crisi dalle nuove situazioni e forse non diventerà campione mondiale in alcuna disciplina cinofila, ma sarà sempre in grado di far fronte alla quotidianità accanto alla propria famiglia.

Il cane in piscina!

Molti mi hanno contattata chiedendomi come “funziona”.

Tutto quello che occorre per il nuoto del cane lo troverete già qui all’associazione: giochini galleggianti, giubbottino ed eventuale pettorina. Se il cane è confidente con l’acqua e la persona desidera entrare in vasca con il proprio compagno è possibile farlo. Per chi non si sentisse di tuffarsi non c’è problema; le lezioni in acqua sono sempre individuali in modo da permettere all’operatore in vasca di seguire il vostro cane dall’inizio alla fine della lezione. Quindi tutto quello che occorre è portare con voi un telo per asciugare il cane e qualche bocconcino!

L’attività in acqua è ideali per cani di tutte le età e razze.

In caso di problemi specifici è bene consultare prima il proprio veterinario e saremo lieti di lavorare in collaborazione con il vostro veterinario di fiducia o consigliarvi il nostro consulente abituale.

Perchè nuotare? Perchè è divertente!!

Asia in piscina
Foto: S. Canide – Asia 10 anni

 

Per ulteriori informazioni non esitate a  contattarci

 

La nostra associazione e il nuoto:

traversata 2011

traversata 2010

Gallery piscina

Tutti in acqua!!

E’ finalmente pronta la piscina per il nuoto con i nostri compagni a quattro zampe!

 

La piscina, appositamente attrezzata è stata preparata pensando alle esigenze dei nostri cani. Una comoda rampa di accesso permette loro di entrare ed uscire dall’acqua in modo agevole e aiuta i principianti a familiarizzare con l’acqua. L’impianto di filtrazione a sabbia unito al clorinatore ad elettrolisi fa si che la quantità di prodotti chimici necessari alla disinfezione dell’acqua sia ridotta al minimo, tutto a vantaggio della salubrità della vasca.
Il nuoto è un’attività adatta a quasi tutti i cani; per i più giovani è perfetta per sviluppare un buon coordinamento ed una buona tonicità muscolare; per i più anziani per tornare in forma con un’attività dolce che non vada ad appesantire le articolazioni. Anche il recupero dopo un infortunio può essere accellerato dal nuoto.
Non da ultimo il divertimento!
Buon’estate a tutti!

Se sei interessato ad una lezione prova con il tuo cane non esitare a contattarci!

Conosciamo il mondo

Quando si parla di socializzazione tutti immaginano gruppi di cani che giocano insieme. In parte è giustissimo! Soprattutto per i cuccioli è di fondamentale importanza poter interagire con altri cani, perchè solo un cane può insegnare le regole canine ad un altro cane. Ma questo non è “tutto” quello che una corretta socializzazione dovrebbe prevedere.

Foto Silvia Canide
Foto di Silvia Canide

Fino alla 12°settimana di età (per alcune razze è comprovato si possa prolungare il periodo sino alla 16°, per altre si ritiene il periodo sia più breve) i nostri cuccioli hanno una sorta di finestra aperta sul mondo che permette loro di acquisire strumenti che li aiuteranno in ogni situazione da adulti. Facendo un paragone umano è un po’ come per bambini cresciuti in famiglie multi etniche e quindi bambini, naturalmente, bilingui e bambini che imparano la seconda lingua a scuola. Tutto è possibile, ma lo sforzo di imparare una lingua straniera a scuola è ben diverso dal crescere in un ambiente in cui quotidianamente si è a contatto con più idiomi. Ecco, socializzare un cucciolo nelle prime fasi della propria vita, cercando di offrirgli più stimoli esterni è un po’ come crescere in una famiglia multilingue. E’ più facile!

La socializzazione dovrebbe iniziare già  dall’allevatore, perchè 12 settimane volano e partire con un cucciolo timoroso verso tutto imporrà al proprietario di dover colmare lacune che sarebbero state facilmente evitabili. Rumori casalinghi, muoversi in diversi tipi di ambienti (giardino, casa…), conoscere un gran numero di odori e rumori dovrebbero essere basi acquisite per cuccioli di 60 giorni.

Dovrebbe essere nostra cura cercare di impostare al meglio la nostra relazione con il cucciolo sin dai primissimi momenti in casa con noi. Le passeggiate quotidiane dovrebbero essere fatte nei posti più diversi per permettere al cucciolo di conoscere quante più situazioni possibili. Se lo vedessimo in difficoltà dovremo usare tanta pazienza, un pizzico di incoraggiamento e cercate di non chiedere “l’impossibile”. A volte sottovalutiamo il punto di vista dei nostri beniamini.  Per un cucciolo alle prime uscite, tutto è nuovo e sconosciuto e non tutti si lanciano baldanzosi verso l’ignoto. Qui di seguito posto tre piccole clip (in ordine di uscita) registrate con un cucciolo di bloodhound alle prese con le primepasseggiate. Vista la sua titubanza, in caso di “dubbio” si sedeva e non avanzava più; è stato portato fuori con un altro cane presente nella stessa famiglia, in questo modo è stato possibile portarlo: al lago, in stazione ferroviaria, al mercato, in passeggiata accanto a strade trafficate, sui prati, in un grande piazzale aperto e asfaltato, sulle scale, sulla ghiaia, tanti bei giri in macchina (senza finire necessariamente dal veterinario!).

Ma cosa si deve fare in queste passeggiate?

Si deve cercare di far prendere confidenza al cucciolo, se ne avesse troppa, si deve cercare di calmarlo per far sì che esplori l’ambiente e capisca che non ci sono o pericoli mostruosi in aguato dietro ad ogni angolo o per contro, non tutto è gioco e non sempre è consentito correre in ogni direzione.

Consiglio vivamente la pettorina, deve essere comoda e non intralciare il cucciolo nel movimento; usata con un guinzaglio lungo, ma non di tipo flexy.  La lunghina che vedete nel video va più che bene. Il guinzaglio lungo permette ai cani timidi di prendere i propri spazi e di muoversi con il proprio ritmo e ai cani super vivaci di avere abbastanza spazio per esplorare senza imparare a tenere teso il guinzaglio in passeggiata. I cuccioli imparano, che noi lo si voglia o no; quindi se per i primi tre mesi di vita imparano che tirando come dei selvaggi si ottiene di andare più velocemente verso la meta desiderata, sappiate che state egregiamente addestrando il vostro cucciolo a tirare al guinzaglio.

L’occorrente? Qualche bocconcino, un giochino; ovviamente gli immancabili sacchettini igenici e magari una bottiglietta di acqua. Per l’uscita fatta al centro acquisti mi ero premunita con della carta assorbente… perchè si sà a questa età gli incidenti capitano; anche se un bel giro prima di entrare nella struttura ha allontanato il rischio di pipì moleste.

Prima passeggiata in solitaria, forte rumore per strada ed ecco la reazione del cucciolo. Non lo consolo, come fosse un “bambino”, ma cerco, con la mia calma di invitarlo a riprendere il cammino. Le prime uscite ci si fermava spessissimo.  Piano, piano, anche grazie all’altro cane di casa, il cucciolo ha preso confidenza e qui sotto lo vediamo aggirarsi in un Centro acquisti tutto solo.

 

Salire una scala di metallo, entrare in ascensore, sentire i rumori e gli odori di un parcheggio coperto non sono piccole prove. Alcuni cani si comporteranno come non avessero fatto altro in vita loro, altri faranno fatica ad adattarsi subito. Tanta pazienza e piccoli passi.

 

 

Per le riprese si ringrazia l’ospitalità del Centro Acquisti Bofalora di Cuvio (Va), che consente ai proprietari di cani di poter passeggiare nella galleria commerciale. Ovviamente un grazie anche alla star indiscussa dei video, Filiberto.

E’ arrivata la neve… atto secondo.

Vista l’abbondante nevicata di ieri, ho pensato di riproporre attraverso facebook, twitter e forum vari, il mio articoletto riguardante i problemi che la neve può causare ai cani con pelo lungo. Molti a fine giornata e ahimè, a fine passeggiata si sono rammaricati dello stato dei loro cani e di non aver visto prima il consiglio dato di ungere leggermente il pelo dei cani. Ergo si sono trovati con i cani tutti adornati di pallette di neve,più o meno grosse e più o meno congelate incrostate sul pelo dei loro beniamini.

Foto by Silvia Canide

Che fare in un caso simile? La soluzione in assoluto più rapida è l’acqua tiepida; scioglie all’istante i conglomerati di neve e non disturba la pelle raffreddata del cane. Sconsiglio l’acqua a temperatura “bagno” perchè il cane la percepirebbe come bollente e, oltre a non far bene all’animale, vi trovereste in seria difficoltà a doverlo tener fermo.

Quindi acqua tiepida e quando tutta la neve si è sciolta posso approfittarne per un bagno completo, alzando lentamente la temperatura del bagnetto; ormai siete a metà dell’opera.

Che sapone usare? Di sicuro nessuno shampo di formulazione umana! Il pH dei nostri amici a quattro zampe è differente dal nostro e i prodotti formulati per uso umano sarebebro troppo aggressivi. Il rimedio della nonna dice “acqua e aceto” ma purtroppo questa volta la nonna ha preso un granchio, perchè avremmo lo stesso risultato aggressivo dei prodotti che usiamo per noi. Molto meglio un sapone senza profumazione di tipo artigianale. Ad esempio, ora si trova facilmente (anche al supermercato), il sapone di aleppo; molto valido sia per la nostra igene che per quella del pelo del nostro amico a quattro zampe. Se anche il sapone di aleppo fosse introvabile un sapone di marsiglia (ma quello vero) non dovrebbe darvi problemi. Riguardo alle linee specifiche per animali, non ne uso e non saprei quali consigliare o sconsigliare; oltre al fatto che parto dal presupposto che un cane debba essere lavato il meno possibile, quindi farvi spendere un sacco di soldi per un prodotto che potrebbe deteriorarsi prima del suo consumo, non mi sembra interessante.

Un bagno in pieno inverno è sempre fattibile, a patto di asciugare per bene il pelo e il sottopelo del cane; se siete frettolosi tenetelo in casa con voi, magari davanti alla tv con camino acceso; che altro chiedere ad un pomeriggio invernale rallegrato dalla neve?

Buona passeggiate a tutti e viva i cani abituati sin da cuccioli ai bagnetti… ma questa è un’altra storia.

Video tutorial: come abituare il cane alla museruola

Pochi ci pensano e quando serve, in genere si è già in ritardo per iniziare un’abituazione del cane alla museruola; quindi il cane fa la sua prima esperienza con la museruola, nel modo peggiore.

I proprietari di cani, di qualunque taglia, sono obbligati per legge (art.83 Dpr n.320 del 1954) ad essere muniti di museruola. Inoltre dovrebbero valutare l’ipotesi in cui il cane possa aver bisogno di cure urgenti e dolorose dal veterinario che necessariamente, dovrà mettergliela. Quindi in un caso o nell’altro è sempre comodo iniziare ad abituare da subito il nostro cane a questo aggeggio fastidioso.

Per evitare che il vostro compagno sia spaventato o infastidito dalla museruola sarebbe opportuno proporgliela nel modo più corretto e con molto anticipo rispetto all’effettivo uso.

La condizione ottimale per abituare un cane all’uso della museruola è quella di abituarlo da cucciolo, ma se non lo abbiamo fatto prima non dobbiamo scoraggiarci, semplicemente ci vorrà un po’ più di pazienza.

Come mettere la museruolaEsistono diversi tipi di museruola e ognuna ha le sue specificità. Le museruole di tessuto possono sembrare più pratiche, ma non sono le migliori per il nostro cane. Fasciano completamente il muso del cane impedendogli di aprire la bocca.  Questo fa sì che un cane agitato, spaventato, o semplicemente accaldato non possa ventilarsi in modo corretto e quindi la museruola stessa diventa, non solo fastidiosa, ma anche pericolosa.  In generale sono adatte solo alle cliniche veterinarie in cui l’uso è limitato alle manipolazioni più delicate e solo per pochi minuti, pertanto ne sconsiglio l’acquisto.

Le museruole classiche, a cestino pur essendo ingombranti e non proprio bellissime sono le meno fastidiose per i cani, a patto di scegliere la misura più adatta.  Il cestino deve permettere al cane di aprire la bocca per respirare al meglio.

In questo videomostro brevemente tutti i passaggi che vanno fatti per far sì che il nostro compagno a quattro zampe si abitui alla museruola, non preoccupatevi se il vostro cane non è più un cucciolo, basterà solo avere un po’ più di pazienza.

Medaglietta

Spesso non ci si pensa, ma mettere la medaglietta al proprio cane può aiutarci moltissimo in caso di smarrimento.

Un cancello lasciato aperto, un forte temporale o uno spavento durante una passeggiata possono far perdere il nostro amico a quattro zampe. Non sempre sono in grado di tornare da soli e indossare un collarino a fettuccia con la classica medaglietta potrebbe aiutarci a ritrovarlo in breve tempo.

La medaglietta è facilmente visibile e fa capire a tutti che quel cane non è un “trovatello”; è brutto doverlo ammettere, ma spesso la gente vedendo cani vaganti gira la testa dall’altra parte, un po’ perché non sa cosa deve fare un po’ perché non vuole scocciature.

Le medagliette costano poco e quelle in metallo sono “quasi” eterne; dovrebbero riportare un numero telefonico sempre reperibile e il nome del cane. Per i cani di piccolissima taglia la medaglietta può esser davvero fastidiosa, si può ovviare scrivendo i dati del cane direttamente sul collarino, avendo l’accortezza di controllarli periodicamente in modo che siano sempre leggibili.

Il solo microchip non è sufficiente, perché in caso di cane smarrito a grande distanza (fuori regione) non è detto si riesca a rintracciare velocemente il proprietario, oltre al fatto che il lettore chip è disponibile solo presso strutture specializzate (canili, veterinari…) e non sempre di facile fruibilità. La medaglietta costa meno di un riscatto del pelosone dal canile e fa avvicinare più facilmente le persone al vostro compagno. E’ un piccolo gesto, ma in caso di smarrimento può fare la differenza.